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Curiosità e benefici dell’anguria

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Languria è la regina dell’estate, un frutto fresco, dissetante e gustoso, amato da tutti anche dai bambini. Sono tantissimi i benefici che si possono avere gustando questo frutto, vediamone qualcuno insieme.

L’anguria idrata pelle e tessuti proprio perché è composta per circa il 92% di acqua e per l’8% di zuccheri comunemente presenti nella frutta. Contribuisce dunque alla nostra idratazione durante le giornate più calde, e l’apporto zuccherino è subito disponibile per le attività fisiche e mentali. Quindi se vogliamo giocare a racchettoni sulla spiaggia sotto il sole ricordiamoci che per merenda abbiamo una solo alternativa: l’anguria!!

Stimola la diuresi grazie alla ricchezza d’acqua e favorisce, così, anche la disintossicazione del corpo. E’ una super alleata per contrastare il ristagno di liquidi (la tanto odiata cellulite) e per l’immediato effetto detox che ha sul corpo.
L’anguria è inoltre un frutto che dà la carica: una semplice porzione può aumentare i livelli di energia del 23%. Ciò accade per via del suo contenuto di vitamina B6, che il corpo utilizza per sintetizzare la dopamina, promotrice del benessere. L’anguria contiene inoltre magnesio, che viene utilizzato dal nostro corpo per rifornire di energia le cellule. Abbiamo dei validissimi motivi per consumarne in abbondanza durante i mesi estivi.

Anguria o cocomero? Questo è il dilemma!

Bella fresca, ricca di acqua, vitamine e licopene –un potente anti ossidante- alleata nelle diete ipocaloriche e parte integrante dell’estate degli italiani. La sua bontà è indiscussa, ma il suo nome ha sempre generato dubbi e fraintendimenti: si dice cocomero o anguria?

Perfino l’Accademia della Crusca è intervenuta sulla questione per rinfrescarci le idee. Non è la prima volta che i linguisti devono affrontare un argomento del genere. I colpevoli sono sempre i nomi delle piante e dei frutti appartenenti alla famiglia della zucca, le Cucurbitacee, a cui fa capo anche la nostra protagonista. In questo limbo della nomenclatura, infatti, troviamo anche zucchino o zucchina, melone o popone. Ma cocomero o anguria resta la controversia più difficile da dipanare.

Gli accademici toscani sono chiari e propendono per il termine cocomero:
Anguria è variante settentrionale per il toscano cocomero; il nome entra in italiano attraverso il veneziano dal greco tardo angóuria plurale di angóurion ‘cetriolo’” E, considerando altre varietà regionali “A Napoli il cocomero è detto melone d’acqua (melon d’eau) e melone da pane, il popone. In Calabria, zi pàrrucu (zio parroco), cioè rubicondo come il volto del parroco” Il cocomero sembrerebbe la forma più diffusa. Come se non bastasse ad aumentare la confusione c’è che cocomero in Lombardia e alcune zone del Piemonte indica il cetriolo “In Lombardia poi chiamano ‘cocomero’ (cocùmer) quello che altrove si chiama ‘cetriolo’ e si prepara sotto aceto. Similmente a Genova”. Al Sud l’espressione comune è melone d’acqua, per distinguerlo dal melone di pane e in Toscana è chiamato popone.

La sua etimologia si intreccia con una storia altrettanto lunga e affascinante. È il frutto commestibile di una pianta dell’Africa tropicale, coltivata già all’epoca degli antichi Egizi. Questi credevano fosse un frutto magico, originato dal seme del dio Seth, e lo seppellivano nelle tombe dei faraoni affinché lo gustassero nell’aldilà. In Italia, poi, il cocomero arriva intorno al 1100, a seguito delle Crociate, ma i nobili già lo conoscevano con il nome di angóurion.

Una storia antichissima e intercontinentale, dunque, che rivive nelle mille sfaccettature dei suoi tanti nomi. Tuttavia, come diceva Shakespeare, cosa c’è in un nome? Ciò che chiamiamo cocomero o anguria o come vogliamo, conserva sempre il suo sapore delizioso!

Anguria: sembra impossibile ma qualche controindicazione c’è.

Anche se sembra l’alimento perfetto, anche l’anguria presenta qualche piccola controindicazione o possibile effetto collaterale.  Alcune persone hanno difficoltà a digerirla, soprattutto se consumata dopo i pasti. Questo è dovuto alla presenza al suo interno di molta acqua che diluisce i succhi gastrici e di conseguenza ne ostacola il lavoro. Può dare problemi anche a chi soffre di gastrite e colite. In caso di gastrite potrebbe infatti accentuare il dolore mentre se si soffre di colon irritabile potrebbe avere un elevato effetto lassativo o provocare gonfiore addominale.

Una certa attenzione anche nel caso in cui si soffra di diabete in quanto questo frutto ha un elevato indice glicemico. Attenzione quindi anche se si è in dolce attesa e si è sotto regime controllato per predisposizione al diabete gestazionale. Infine chi soffre di allergia all’aspirina deve valutare se è il caso di consumare o meno l’anguria parlando con il proprio medico: questo frutto contiene infatti salicilati naturali. Dato poi che l’anguria attiva l’istamina, meglio evitarla se si soffre di allergie alle graminacee o al polline perché potrebbe far scaturire reazioni crociate.