Radici commestibili originali da utilizzare in cucina
Fornelli accesi, cucchiai in mano, fantasia in cucina e radici commestibili: questi sono gli strumenti e gli ingredienti necessari per realizzare ricette originali che allietino i palati. Conosciute e meno conosciute, dolci, amare o piccanti che siano, le radici – se utilizzate in cucina – danno un tocco di originalità ai piatti, garantiscono l’effetto sorpresa nei sapori e negli odori ma, soprattutto, hanno numerose proprietà benefiche per la salute dell’organismo.
A parte quelle più tradizionali come le carote, la barbabietola o i ravanelli, negli ultimi anni hanno avuto un grande successo diverse radici commestibili che, in tavola, portano tutto il loro sapore, valorizzando i piatti proposti. Entrate a pieno titolo nei ricettari della cucina italiana, queste radici vengono spesso impiegate sia come spezie nella preparazione di squisitezze, sia consumate fresche anche sotto forma di tisana.
Ma, queste radici commestibili – oltre ad essere sfiziose – fanno bene alla salute anche perché ricchissime di sali minerali e vitamine necessari per mettere in moto la “macchina corporea”.
Radici commestibili originali: quali scegliere?
Nei confronti delle radici, ad oggi, si registra sempre grande curiosità, in quanto considerate “nuove” e “da provare” per arricchire piatti comuni della cucina tipica italiana ma, la stessa cosa non si può dire del passato, quando a vincere sulla curiosità era la diffidenza, dovuta soprattutto alla volontà di mantenere i sapori inalterati rispetto alle tradizioni.
In un mondo che viaggia nel processo di globalizzazione ad una velocità supersonica, inglobare nelle proprie abitudini alimentari anche le radici commestibili originali è un‘ottima pratica per ottenere, in modo totalmente naturale, anche benefici per l’organismo. Ma scopriamo insieme quali sono queste formidabili radici e come possono essere utilizzate in cucina!

- CURCUMA
Ormai largamente utilizzata, questa radice di colore arancione intenso, è famosa per le sue proprietà antitumorali ed antiossidanti. In commercio si trova sia in polvere sia la radice fresca ed il suo impiego in cucina avviene per dare un tocco di sapore in più alle pietanze salate ed anche per fare il pane. - DAIKON
Radice fresca ed estiva, il daikon già qualche tempo compare sulle nostre tavole come ingrediente per insaporire le insalate. La radice giapponese dona un tono di piccante e viene consumata per lo più cruda, mantenendo così tutte sue proprietà benefiche, sia diuretiche sia depurative. Usata anche bollita come contorno aiuta ad accelerare il metabolismo ed è veramente poco calorica. - MACA
Già più originale e “nuova” rispetto alle altre, la maca è una radice commestibile che arriva direttamente dal Perù. Non solo proprietà depurative ma, anche, afrodisiache, la maca appartiene alla famiglia del ginseng, è energizzante e la sua crescita trova spazio solo in montagna, in particolare modo sulle Ande. - TARO
Radice asiatica, porta in tavola il sapore esotico che ben si adatta ai ripieni oppure alle zuppe. Ha una caratteristica buccia scura che – una volta eliminata – regala una radice dal colore roseo e bianco. Ancora non proprio comune in Italia, il taro è molto utilizzato nelle cucine giapponesi e cinesi




- PASTINACA
Tra i tuberi meno conosciuti, c’è sicuramente la pastinaca che – nonostante sia stata impiegata a partire dall’800 – ha vissuto nell’oblio per poi essere riscoperta. Simile ad una carota, ha un colore beige scuro all’interno ed avorio al suo interno. Può essere consumata cruda nelle insalate mentre – se dimensioni più grandi – viene impiegata per conferire un sapore dolce e fresco a zuppe e ripieni. - MANIOCA
Radice tropicale, la manioca è detta anche yuca ed è originaria dell’America Centro-Meridionale. La sua polpa è dura e chiara, ma il contatto con l’aria la rende tendente al rosso. Essa viene sottoposta ad un processo di essiccazione, dal quale si ottiene la farina “tapioca”. Questa radice è un eccezionale concentrato di carboidrati, ferro e calcio, ma è anche molto calorica e non contiene glutine. Va consumata sempre cotta, in quanto contiene una tossina nociva per l’organismo in quanto velenosa.
- MYOGA
Si tratta di una radice simile – per la sua forma – alle più conosciute cipolle allungate. Arriva dal Giappone e viene utilizzata per guarnire i piatti. Ha una consistenza croccante ed un sapore deciso e leggermente piccante e, generalmente, arricchisce il sapore del riso, dei piatti a base di tofu e le zuppe tipiche del Sol Levante oppure fritto in tempura.
- TOPINAMBUR
Alleato di chi ha esigenza di ridurre i valori glicemici, il topinambur è facilmente reperibile anche in Italia. Il sapore è piacevole, sia se la radice viene assaggiata cruda, sia nel caso in cui venga cotta. Utilizzata per la preparazione della pietanza tutta piemontese della bagna cauda, la radice ha proprietà benefiche per l’intestino, nonostante sia un tubero, è anche ipocalorico e consigliato per chi segue un regime alimentare dietetico.
- SEDANO RAPA
Tanto brutto quanto saporito, il sedano rapa è molto utilizzato nell’Italia settentrionale. Ricco di vitamine e minerali, ha pochissime calorie ed effetti diuretici e depurativi. Da consumare sia cotto sia crudo, è una radice impiegata anche per arricchire ed insaporire le zuppe.
