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Le proprietà curative delle carote

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Carote: profumo, gusto e benessere. L’ortaggio che mette tutti d’accordo

Arancione è il colore caldo dell’autunno e la stagione si trasferisce con successo anche in tavola con un ortaggio che mette tutti d’accordo, grandi e bambini. “Qual è questo alimento nutriente ed eccezionalmente saporito che piace tanto anche ai più piccoli? Stiamo parlando della carota, uno degli alimenti indispensabili sulle tavole di tutto il mondo; il suo sapore è così piacevole e gustoso da allietare le papille gustative di tutti!

Si tratta di un vero e proprio toccasana per la salute che ha molteplici proprietà capaci di determinare effetti benefici sul nostro organismo, se consumato regolarmente. Sono davvero tantissimi gli effetti benefici della carota che si possono avvertire anche in poco tempo a seguito del consumo dell’ortaggio dal simpatico ciuffo verde. Ma di certo, la storia delle carote le rende “anziane” inquiline dell’orto in quanto le stesse appartengono a tradizioni culinarie molto antiche. E, in effetti, non è assolutamente casuale che le carote vengano coltivate fin dai tempi più lontani e che, già da molto, se ne conoscano le loro straordinarie proprietà.

Non a caso, da un lato l’ortaggio è un alimento che fornisce numerosi spunti anche in cucina perché molto versatile, dall’altro il suo consumo è legato soprattutto alle caratteristiche nutritive e curative.  La carota può essere consumata in molti modi ed è un alimento ideale perché adatto a chiunque.

Carote, ortaggi della salute: le straordinarie proprietà benefiche

Pancia mia fatti capanna” potrebbe essere la frase che pronunciano spesso gli amanti delle carote, consapevoli che, anche a farne una scorpacciata, farebbero il carico di benefici. Ma quali sono queste proprietà straordinarie delle carote? Scopriamole insieme.
Le carote sono ipocaloriche: Prima di ogni cosa, può tranquillizzarsi chi tiene molto alla forma fisica: le carote sono alimenti indicati nei regimi alimentari dietetici perché ipocalorici e, soprattutto, consumate prima dei pasti, contribuiscono a determinare il senso di sazietà, anche perché l’ortaggio vanta un’ottima percentuale di fibre. Sono proprio le fibre a far sorridere l’intestino e a favorire lo svolgimento regolare delle sue funzioni.

Ricche di carotenoidi: E se da un lato, le carote sono molto amate da chi strizza l’occhio alla linea, le proprietà degli ortaggi arancioni non si esauriscono di certo in questo. Altra caratteristica fondamentale, infatti, è che le carote sono veramente ricche di carotenoidi, come ad esempio, una su tutti, il beta-carotene. Si tratta, nel dettaglio, di alcuni pigmenti fotoprotettivi a cui, tra gli altri, viene affidato il compito di proteggere la cute da fonti di luce, prima tra tutte, quella relativa all’esposizione al sole.

Dei carotenoidi fanno parte, oltre al beta carotene, anche sostanze – per ricordarne alcune – quali il gammacarotene, il licopene, la zeaxantina e la luteina.

Loro compito principale è quello di garantire all’organismo un buon apporto vitaminico e di svolgere una potente azione antiossidante.

I carotenoidi, quindi, vengono un po’ definiti i precursori della vitamina A e sono eccezionali nella prevenzione di diverse malattie, in quanto contrastano prepotentemente l’azione dei radicali liberi responsabili, spesso, del danneggiamento del sistema cellulare. Consumare carote con regolarità significa anche proteggere e potenziare il proprio sistema immunitario, prevenendo patologie serie come diversi tipi di tumori.

Le carote come antiossidanti: Lo straordinario potere antiossidante di questo ortaggio stringe la mano anche al sistema cardiocircolatorio e contribuisce alla garanzia della sua salute, così come – come abbiamo già detto – a quella della nostra pelle. Ed infatti, abbiamo già fatto presente che le carote hanno proprio la capacità di inibire l’attività dei radicali liberi che sono i primi responsabili dei processi naturali di invecchiamento, i cui effetti si vedono sia “fuori” sulla cute sia “dentro” sulle cellule.

Le carote sono antisettiche: Chi mangia carote perché ha fatto propria una buona abitudine alimentare, potrà beneficiare anche delle straordinarie proprietà antisettiche, grazie alle quali l’organismo si difende da potenziali infezioni e respinge microbi o altri agenti responsabili di altri disturbi. Il consumo regolare di carote, quindi, è un valido rimedio naturale con un elevato potere cicatrizzante e permette di contrastare o contenere le infiammazioni, le ulcere ed altri problemi gastrointestinali.

Sali minerali e vitamine: le carote, accanto a tutto ciò che abbiamo già elencato, vantano un’ottima caratterizzazione perché ricche di sali minerali e vitamine, l’azione congiunta e sinergica dei quali provvede a liberare l’organismo sostanze negative, garantendo l’eliminazione delle tossine.

Altre proprietà: protezione assicurata per fegato, reni e vista –
le buone proprietà delle carote non si esauriscono e, infatti, ottimi effetti vengono esercitati anche sulle funzionalità epatiche, tanto è vero che chi consuma questo ortaggio può beneficiare di un fegato regolarmente purificato. Ma il consumo delle carote agisce positivamente anche sui reni, oltre al fatto che sgranocchiare carote, oltre che uno strepitoso ammazza fame, significa avere a cuore la salute della propria vista, dato che sono particolarmente indicate per chi soffre di cataratta, di maculopatia e di tantissimi altri disturbi della vista, gravi o meno gravi.

L’azione di prevenzione e contrasto per la formazione di cellule maligne, le carote la ottimizzano soprattutto nei casi di tumore ai polmoni, alla bocca, oltre che per lo sviluppo di quelli della pelle.

E se fino a questo momento, ci siamo soffermati sulle proprietà principali ce determinano importanti effetti sull’organismo, grazie all’azione di prevenzione di diverse malattie, ora sarà opportuno soffermarci sul fatto che le carote possono essere considerate eccezionali come rimedi naturali per il trattamento di scottature, di irritazioni e ferite, dato il loro elevato potere cicatrizzante.

Questi ortaggi arancioni sono anche utilizzati in campo cosmetico e garantiscono trattamenti di bellezza davvero efficaci: le carote, infatti, se utilizzate come creme o maschere agiscono in modo perfetto sulle macchie cutanee che vengono notevolmente attenuate, così come sulle occhiaie.
A conclusione, potremmo dire che la carota è un perfetto alleato della salute in quanto fa bene davvero a tutto l’organismo sul quale, il loro consumo regolare, esercita azioni benefiche a 360º. Però, come in ogni cosa c’è appunto un “però”: consumare carote regolarmente è un bene, ma bisogna fare attenzione a non esagerare. Regola fondamentale è quella di non fare abuso di questi ortaggi affinché non si determinino controindicazioni.
Superato il mezzo chilo di carote consumate, potrebbe affacciarsi sull’organismo il rischio di malattie come la carotenosi responsabile del colorito giallastro della cute così come ad episodi di diarrea. Crude o cotte, le carote sono un eccezionale e saporito rimedio naturale ed il loro consumo regolare e costante dovrebbe essere integrato in ogni regime alimentare.

Mangiare carote è sinonimo di buone abitudini a tavola: e allora cosa aspettate? Non resta che apparecchiare e colorare i piatti di arancione per arricchirli di sapore, gusto e benessere!

La riscoperta dei frutti dimenticati: quali sono?

“Ma quali sono? Che caratteristiche hanno? Quale è il loro sapore?”: sono queste le prime domande che ci si pone in merito ai “frutti dimenticati” e che, in passato, sono stati indiscussi protagonisti dell’orto italiano. Usati in ogni variante, crudi o cotti, i frutti dimenticati hanno sempre trovato grande spazio a tavola ed hanno fatto parte, a pieno titolo, della sana alimentazione. Però, non essendo altamente commerciabili sono spesso rimasti esclusi dalle produzioni industriali. Oggi, tuttavia, meritano di essere riscoperti, apprezzati e di essere mangiati in un solo boccone.

Ogni frutto dimenticato ha un sapore ben definito e riconoscibile, arricchito da note di sapori genuini e che rimandano alla tradizione. Ed allora non resta che puntare i riflettori sui frutti dimenticati e riscoprire quali siano.

Tutti i frutti dimenticati

Hanno in comune il fatto di essere piccoli e saporiti e di aver sempre allietato le papille gustative. Molto amati da grandi e piccini, sono ricordati – con un gioco di parole – come frutti dimenticati. Riscopriamoli insieme.

  • Corbezzoli: prodotti dall’albero conosciuto come “corbezzolo”, questi frutti dimenticati sono delle piccole bacche. Tipici del periodo autunnale, i corbezzoli si caratterizzato per la loro buccia piena di minuscole protuberanze ruvide, per la polpa soda e compatta di colore giallo intenso ed un sapore dal retrogusto acidulo. Mangiare il corbezzolo significa fare il pieno di vitamina E, se mangiato al naturale ma, questa tipologia di frutto può essere impiegato anche per la realizzazione di confetture o per la preparazione di prodotti a base di alcool. Ma non solo, i corbezzoli sono frutti dimenticati dalle mille risorse, tanto è vero che – proprio dal loro nettare – le api producono un pregiato miele e, se fermentati, i corbezzoli producono anche un vino molto particolare. Ottimi come antireumatici, antisettici ed antinfiammatori, sono eccezionali frutti dalle proprietà benefiche.
  • Giuggiole:andare in brodo di giuggiole” è il detto, anche abbastanza famoso, utilizzato per esprimere uno stato d’animo di estrema felicità. Tra i frutti dimenticati ci sono anche le giuggiole che fanno capolino nella lista della spesa in natura a partire dalla stagione autunnale. Piccola ma saporitissima, la giuggiola ricorda, nella forma, le olive ed è caratterizzata da una polpa morbida, protetta da una buccia dalle sfumature rossicce e marroncine. L’albero che le produce è il giuggiolo, antico e protagonista di una lunga storia. In cucina, questi frutti dimenticati sono una risorsa eccezionale grazie alla loro versatilità: infatti, le giuggiole si prestano benissimo per realizzare liquori, marmellate, sciroppi oltre naturalmente al tradizionale brodo di giuggiole. Frutti dagli straordinari effetti benefici, le giuggiole – se consumate regolarmente – fungono da antinfiammatorio e, a contatto con la pelle, regalano eccezionale idratazione. Soprattutto in passato, facevano parte dei sempre efficaci “rimedi della nonna”, tanto è vero che sono state e sono spesso utilizzate nel settore dell’omeopatia.
  • Nespole: sono i frutti di un albero bellissimo, il nespolo, la cui crescita avviene spontaneamente. Tipiche varietà frutticole europee, le nespole hanno una storia importante che le ha viste protagoniste dei piaceri della tavola degli antichi romani. La nespola ha una forma rotondeggiante, buccia sottile e si chiude in un pugno. Tipica della stagione autunnale inoltrata, la nespola prima di essere mangiata deve raggiungere il perfetto grado di maturazione, a seguito del processo di fermentazione. La nespola pronta per essere inclusa nella fruttiera è quella con la buccia che presenta delle macchie marroni che ne indicano la maturazione e dalla polpa saporita e morbida. Rientra nei frutti dimenticati perché, nonostante sia prodotta da un albero molto resistente, la nespola è un frutto molto delicato.
  • Azzeruole: certamente i più giovani non le conosceranno, ma tra le eccellenze dei frutti dimenticati ci sono anche le azzeruole. Si tratta dei frutti prodotti dall’albero azzeruolo che, a vista, ricordano le nespole. Le azzeruole sono riconoscibili perché caratterizzate da forma sferoidale e sono un concentrato di vitamina Sia gialle sia rosse e di tutte le sfumature di questi due colori, le azzeruole vantano anche una buona conservabilità. Tra le loro proprietà benefiche, se consumate fresche sono particolarmente dissetanti e, tra l’altro, contrastano la ritenzione idrica e sono ipotensive. Ottime nella preparazione di confetture, sono anche impiegate in pasticceria.
  • Pere e mele cotogne: sia le mele sia le pere appartenenti a questa tipologia provengono da alberi comunemente conosciuti con il nome di “cotogno”. Si tratta di una pianta antichissima che ha messo le sue radici, probabilmente, nel territorio del Caucaso. Questo albero dà vita a frutti caratterizzati da una forma non definita che comunque sono riconducibili a mele o pere. Chiaramente anche questi frutti rientrano nella lista dei “dimenticati”, perché rappresentano una varietà più di nicchia rispetto alle altre numerose presenti sul mercato. Pere e mele cotogne sono entrambe utilizzate per preparazioni destinate alla lunga conservazione e la loro polpa è croccante e per niente morbida. Anche questi frutti sono considerati rimedi naturali per chi soffre di disturbi che interessano in particolare lo stomaco. Non è un caso, infatti che mele e pere cotogne siano ideali per garantire una buona digestione. Nella dispensa, non può mancare la “cotogna”, la tipica marmellata ottenuta dalla lavorazione di questa varietà di mele e pere. Ricchi di gusto, questi frutti dimenticati sono anche molto profumati.
  • Pere volpine: il loro regno è la Romagna, dove si può facilmente trovare questa varietà. Come i colleghi dimenticati, anche le pere volpine risentono dell’evoluzione della produzione industriale. Tipici della montagna, questi frutti sono molto piccoli ma ricchissime di vitamine e povere di calorie. La buccia è ruvida e di colore verdastro più chiaro che scuro, mentre la polpa è soda. La pera volpina è veramente poco zuccherina, è ricca di fibre e sali minerali. Ideale spuntino per chi deve bruciare qualche chilo di troppo, aiutano anche la regolarità dei processi digestivi. Questi frutti dimenticati devono essere molto maturi per essere consumati, tanto è vero che anche una volta raccolti devono ultimare la maturazione mediante l’essiccazione o all’interno della paglia.
  • Corniole: di color rosso, bordeaux o vinaccio, le corniole sono dolci e vengono prodotte dalla pianta Cornus Mas che fa parte della famiglia della Cornacee. La polpa è carnosa, particolarmente adeguata per le preparazioni di marmellata, oltre che di liquori. Caratterizzate da un retrogusto acidulo, le corniole hanno tantissime proprietà benefiche per l’organismo. Diversamente dagli altri frutti dimenticati, il periodo perfetto per assaporare le corniole è la fine dell’estate considerato che la loro fioritura è databile in primavera.
  • Ciliegie bianche: conosciute anche come “ciliegie limona”, questi frutti sono una variante delle più classiche ciliegie rosse, rispetto alle quali però presentano meno calorie. Ricche di vitamine sono ideali per essere gustate sciroppate oppure candite. Tra gli effetti benefici delle ciliegie bianche c’è sicuramente la loro capacità di depurare l’organismo e, grazie al fatto di essere ipocaloriche, sono adatte anche a rientrare nei regimi alimentari seguiti dai diabetici. La pianta che le produce restiate bene al freddo, anche quello più rigido. Rientrano nell’elenco dei “frutti dimenticati” perché sono molto meno note delle sorelle rosse che, invece, vengono coltivate in grandi quantità e sono più facilmente rintracciabili sul mercato.
  • Sorbe: frutti dalle straordinarie proprietà benefiche, le Sorbe altri non sono che le figlie del sorbo. La loro conformazione le rende molto simili alle mele o alle pere ed il loro colore può andare dal giallo al rosso poi vivo. Il loro sapore è dolce nel caso in cui le sorbe siano molto mature, la polpa è farinosa. Si tratta di frutti dimenticati che trovano la loro stagione perfetta nell’autunno e, nonostante siano piccoli, contengono un’ottima quantità di acido malico responsabile della buona digestione. Il consumo regolare di sorbe è ottimo anche per prevenire le malattie del fegato, favorire la diuresi e permette di fare il pieno di vitamina C. Le sorbe sono utilissime per contrastare la formazione dei radicali liberi e per rafforzare il sistema immunitario.

Abbiamo fatto un’ampia panoramica per riscoprire insieme i frutti dimenticati e, nel contesto generale, procedere anche alla loro riscoperta.

Sono tutti frutti molto antichi che, pur essendo stati penalizzati dall’evoluzione delle tecniche di produzione, hanno mantenuto intatto nel tempo il loro pregio. Accomunati dalle piccole dimensioni e dai sapori inconfondibili, questi frutti – per quanto dimenticati – ancora popolano le tavole di chi ha il piacere di assaggiare freschezza e genuinità e quei sapori della tradizione. Ed è per questo motivo che il suggerimento è quello di fare scorpacciate di questi frutti, soprattutto con gli spuntini di metà mattina e di metà pomeriggio, per poter beneficiare anche delle loro straordinarie proprietà. I frutti dimenticati, anche per le loro forme, risultano molto particolari e destano interesse e curiosità: possiamo dire che fanno quasi simpatia perché non sono quelli che siamo abituati a vedere comunemente.

Ed allora, adesso è arrivato il momento di andare alla ricerca di tutti i frutti dimenticati che abbiamo elencato ed accettare la sfida del provarli tutti, perché la vera innovazione è la tradizione.